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Nella società contemporanea, sempre più tecnologica, quanto è importante che la Scuola fornisca un'adeguata educazione digitale? Diventare digitalmente competenti è essenziale per consentire ai giovani di partecipare a una società e un'economia digitalizzate; non dedicarsi a queste competenze rischia di esacerbare il divario digitale e perpetuare le disparità esistenti.

La competenza digitale può essere uno strumento di equità e di riscatto sociale o, al contrario, può rendere ancora più netto il divario nel tessuto socioeconomico. Anche in questo caso, la Scuola riveste un ruolo di primo piano nella formazione di una attiva e competente.

Vediamo meglio come la scuola può promuovere l'educazione digitale partendo dal definire in cosa consiste la competenza in questo campo. Educare è l'opzione per garantire l'autonomia e far maturare la responsabilità nei più giovani. Non possiamo vietare l'accesso al digitale, possiamo invece formarli perché lo abitino con competenza e curando la propria e l'altrui sicurezza.

Compito di genitori e della scuola è far crescere cittadini in grado di affrontare le sfide della società della conoscenza e la progressiva integrazione tra dimensione analogica e dimensione digitale. L'apprendimento è un processo continuo che non si ferma con il suono della campanella e la conclusione delle lezioni. Il mondo che ci circonda è un'immensa palestra in cui allenare e accrescere le competenze (integrando la dimensione analogica con quella digitale). In quest'ottica acquista sempre maggior terreno l'esperienza formativa strutturata intorno a un “compiti di realtà”.

Il digitale è entrato con prepotenza in tutti gli ambizioni della nostra vita, influenzandoli. Il mondo in cui vivere è in continua evoluzione spinto dal progresso tecnologico. Saperi e strumenti diventano veloci obsoleti e noi dobbiamo mostrare una forte e la capacità di saper mettere a livello di competenze che integrano analogico e volontà di tutti.

E allora qual è il ruolo della scuola in questo scenario? La scuola è oggi molto diversa dal passato, è principalmente “scuola delle competenze” che forma il cittadino (digitale). Gli studenti della scuola secondaria di primo grado possono riconoscere e certificato il proprio livello di competenza attraverso un apposito modello ministeriale (la “Scheda per la certificazione delle competenze al termine del primo ciclo di istruzione”) e sono protagonisti di un processo di apprendimento in cui la realtà fuori e dentro la scuola, analogico e digitale accorciano le distanze.

La prassi didattica si orienta, così, a privilegiare i cosiddetti “compiti di realtà”. Non si tratta di una novità assoluta, da anni nelle scuole sono diffusi vari progetti (per esempio laboratori teatrali, attività per la promozione della tutela dell'ambiente o di educazione alla legalità̀) che possono essere definiti come “percorsi di realtà̀”. La novità è che oggi il compito di realtà non è un'eccezione o un episodio, è prassi.

Lo step successivo auspicato è che in esso, e attraverso esso, si realizzi una piena integrazione della dimensione digitale. Con grande familiarità e disinvoltura sin da piccolissimi giochi ed utilizza smartphone e tablet.

 

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I nativi digitali

Eccoli! Sono i nuovi cittadini… i nativi digitali e connessi. Per genitori e docenti non è un compito facile tenere il passo con la loro curiosità a casa ea scuola. Sembra questa che viaggi ancora più veloci con i dispositivi tecnologici e la rete internet. È davvero una bella sfida rimanere aggiornati e poterli governare perché non corrano rischi… e colgano tutte le opportunità! Sono, siamo nuovi cittadini… con il diritto alla conoscenza e all'educazione in rete. Il possesso di competenze digitali e la capacità di utilizzare Internet in modo consapevole per l'esercizio dei diritti e delle fondamentali non è una moda. È la condizione necessaria per vivere questo “allargamento” della dimensione digitale. A questo mutato scenario si deve la virata decisa dell'offerta formativa delle scuole verso il digitale. Oggi la competenza digitale equivale, per importanza, al saper leggere, scrivere e far di conto. Al centro delle esperienze di apprendimento, per garantire sicurezza e inclusione dei nuovi cittadini, deve essere posta l'educazione all'uso consapevole di internet. L'utilizzo di Internet può, se non relegato un piacevole passatempo, essere una “garanzia” per lo sviluppo di uguali possibilità di crescita del singolo soggetto e della intera collettività. Imparando tra i banchi a utilizzare in modo competente gli allievi possono coglierne tutte le opportunità, protegge in modo attivo da possibili rischi, insegnare la cittadinanza, entrare da protagonisti nel mondo del lavoro. per sicurezza e inclusione dei nuovi cittadini, deve essere posta l'educazione all'uso consapevole di internet. L'utilizzo di Internet può, se non relegato un piacevole passatempo, essere una “garanzia” per lo sviluppo di uguali possibilità di crescita del singolo soggetto e della intera collettività. Imparando tra i banchi a utilizzare in modo competente gli allievi possono coglierne tutte le opportunità, protegge in modo attivo da possibili rischi, insegnare la cittadinanza, entrare da protagonisti nel mondo del lavoro. per sicurezza e inclusione dei nuovi cittadini, deve essere posta l'educazione all'uso consapevole di internet. L'utilizzo di Internet può, se non relegato un piacevole passatempo, essere una “garanzia” per lo sviluppo di uguali possibilità di crescita del singolo soggetto e della intera collettività. Imparando tra i banchi a utilizzare in modo competente gli allievi possono coglierne tutte le opportunità, protegge in modo attivo da possibili rischi, insegnare la cittadinanza, entrare da protagonisti nel mondo del lavoro.

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